gorilla pensieroso

Perché rimuginare fa male? E se fa così male perché lo facciamo ugualmente?

Come visto nel post “Ci fai o ci sei?”, la nostra mente ci porta a individuare le discrepanze fra come vorremmo o come dovrebbero essere le cose e come invece sono. Questo ha un’utilità (se noto che mi manca del cibo, mi darò da fare per procurarmelo), ma purtroppo scatena emozioni spiacevoli (che servono appunto a indurci all’azione)

Il passaggio da una società basata sull’azione (procacciarsi il cibo, fuggire, cercare riparo ecc) a una società basata su attività più astratte ha un po’ mandato in tilt il nostro cervello; così ora individuiamo il problema, questo scatena emozioni spiacevoli che dovrebbero indurci all’azione, ma non possiamo agire come vorremmo (scherzando potremmo dire che non possiamo uscire dall’auto in fila armati di clava per reclamare il nostro diritto a muoverci), così le emozioni negative restano dove sono, a bollire nel loro brodo, ed ecco che noi iniziamo a rimuginare su come potremmo / dovremmo / vorremmo risolvere il problema. Questo ci fa notare altre discrepanze e il circolo si autoalimenta!

Numerosi studi hanno dimostrato che pensiero ripetitivo e ruminazioni hanno un effetto veramente deleterio sul nostro umore, al punto da poter aggravare uno stato depressivo. Il rimuginare è tipico degli stati d’ansia (se siete ansiosi/e vi riconoscerete sicuramente in questo: quante volte vi è capitato di pensare e ripensare e ripensare ancora, senza sosta, sempre alla stessa situazione?)

Se rimuginare ci fa male perché lo facciamo?

In gran parte è per via del circolo vizioso di cui abbiamo già parlato (una volta innescato è veramente difficile fermarlo!) e in parte per via di un condizionamento sociale / culturale.

Al giorno d’oggi tendiamo a sovrastimare l’importanza del pensiero (inteso come pensiero discorsivo): ci sentiamo a posto quando pensiamo molto a qualcosa, crediamo che troveremo ogni soluzione pensando, pensando e ripensando ancora e poi leggendo e parlando.

Certo, queste attività sono importanti, ma se non si passa all’azione si finisce col restare fermi a rimuginare!

È come se ci dicessimo “se soltanto riuscissi a pensarci abbastanza a lungo, troverei sicuramente la soluzione!” e così continuiamo a riguardarci sempre lo stesso film e a parlarne in continuazione. Il problema è che è come girare in cerchio (un cerchio infernale!)

Oltre a non passare mai all’azione, dimentichiamo di avere anche altre capacità, come l’intuito, il sesto senso, la capacità di prendere decisioni “di pancia” (ascoltare anche cosa ci dicono le nostre emozioni e sentire se la risposta è già dentro di noi). È veramente una trappola.

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